TI HO VISTA SUL TRENO DELLA LINEA Q DI BROOKLYN DIRETTO A MANHATTAN. IO INDOSSAVO UNA MAGLIETTA A RIGHE BLU E UN PAIO DI PANTALONI MARRONE ROSSICCIO. TU INDOSSAVI UNA GONNA VINTAGE ROSSA E UN’ELEGANTE CAMICETTA BIANCA. ENTRAMBI PORTAVAMO GLI OCCHIALI. IMMAGINO CHE LI PORTIAMO ANCORA ADESSO.
Tu sei salita a DeKalb, ti sei seduta di fronte a me e ci siamo guardati negli occhi, per poco tempo. Mi sono innamorato un po’ di te, in quel modo stupido di quando immagini una persona diversa da quella che stai guardando. E ti innamori di lei. Tuttavia, credo ancora che in fondo ci fosse davvero qualcosa.Ci siamo guardati parecchie volte. Poi abbiamo distolto entrambi lo sguardo. Ho provato a immaginare qualcosa da dirti - forse fare finta di non sapere dove eravamo diretti e chiederti indicazioni, oppure dire qualcosa di carino sui tuoi orecchini a forma di stivale, o semplicemente “che caldo!”. Ma mi sembrava così banale.A un certo punto ti ho sorpreso mentre mi osservavi. E tu hai distolto immediatamente lo sguardo. Hai tirato fuori un libro dalla borsa e hai iniziato a leggerlo - una biografia di Lyndon Johnson – , ma mi sono accorto che non hai girato pagina neppure una volta.Dovevo scendere a Union Square, ma a Union Square ho deciso di restare a bordo. Ho pensato che avrei potuto prendere la Linea 7 scendendo alla 42esima Strada, ma poi non sono sceso neppure alla 42esima. Anche tu devi aver saltato la tua fermata, perché siamo finiti entrambi al capolinea di Ditmars. Qui siamo rimasti seduti, tutti e due, in attesa.Ho inclinato la testa verso di te con curiosità. Tu ti sei stretta nelle spalle e hai tenuto in mano il libro, come se il motivo fosse quello. Ma non ho detto niente. Abbiamo ricominciato il tragitto all’incontrario - giù lungo Astoria, attraverso l’East River, spostandoci attraverso Midtown, da Times Square a Herald Square a Union Square, passando sotto SoHo e Chinatown, transitando sul ponte e tornando a Brooklyn, superando Barclays e Prospect Park, e ancora Flatbush e Midwood e Sheepshead Bay, fino in fondo a Coney Island. E arrivati a Coney Island, sapevo che dovevo dire qualcosa.Ma non ho detto niente. Così siamo ripartiti di nuovo. Abbiamo fatto su e giù lungo la linea Q, tante tante volte. C’era folla nell’ora di punta, poi non più. Abbiamo visto il sole tramontare su Manhattan mentre attraversavamo l’East River. Mi sono dato delle scadenze: adesso le parlo prima di arrivare a Newkirk; anzi, no, prima di Canal. Invece sono rimasto zitto.Per mesi siamo rimasti seduti nel vagone, senza dirci niente. Siamo sopravvissuti grazie a sacchetti di caramelle Skittles venduteci da alcuni ragazzini per finanziare le loro squadre di basket. Forse in treno abbiamo ascoltato un milione di musicisti di mariachi, e per poco non siamo stati presi a calci in faccia da centinaia di migliaia di ballerini di break dance. Ho fatto l’elemosina fino a restare senza banconote da un dollaro. Quando il treno risaliva in superficie ricevevo sms e messaggi vocali (“Dove sei? Che cosa ti è successo? Stai bene?”), fino a quando la batteria del mio cellulare si è spenta.Le parlerò prima dell’alba. Le parlerò prima di martedì. Più aspettavo, più diventava difficile. Che cosa avrei mai potuto dirti a quel punto, mentre superavamo quella stazione per la centesima volta? Forse, se fossimo ritornati alla prima volta in cui la linea Q aveva cambiato tragitto sulla linea locale R del weekend, avrei potuto dire: “Così non va bene “. Ma ormai non potevo più dirlo, vero? Mi prenderei a calci da solo per giorni interi se penso a quante volte hai starnutito: perché non ti ho detto: “Salute!”? Quella semplice parolina sarebbe stata sufficiente a farci immergere in una conversazione. E invece siamo rimasti seduti in quell’insulso silenzio.Ci sono state serate in cui eravamo le uniche due anime a bordo di quella carrozza, forse di tutto il treno, e anche in quel caso mi sono imbarazzato all’idea di disturbarti. Sta leggendo il suo libro, pensavo, non
vuole comunicare con me. Tuttavia, ci sono stati momenti in cui ho avvertito un legame. È capitato che qualcuno gridasse qualcosa di folle su Gesù e noi ci siamo subito guardati, come per registrare le reazioni dell’altro. Una coppia di adolescenti è scesa, tenendosi per mano, ed entrambi probabilmente abbiamo pensato: L’Amore dei Giovani.Per sessant’anni siamo rimasti seduti su quella carrozza, fingendo a malapena di non notarci a vicenda. Alla fine ti ho conosciuta così bene, seppur superficialmente. Ho memorizzato le pieghe del tuo corpo, i contorni del tuo volto, il tuo respiro. Una volta ti ho visto piangere, dopo aver dato un’occhiata al giornale di un vicino. Mi sono chiesto se tu stessi piangendo per qualcosa di specifico o soltanto per il passare del tempo in genere, impercettibile e all’improvviso percettibile. Volevo darti conforto, avvolgerti nelle mie braccia, rassicurarti, dirti che sarebbe andato tutto bene, ma mi sembrava troppo sfacciato. E così sono rimasto incollato al mio posto.Un giorno, a metà pomeriggio, ti sei alzata mentre il treno entrava nella stazione di Queensboro Plaza. Il solo alzarti in piedi ti è risultato difficile. Non lo facevi da sessant’anni.Reggendoti ai corrimano, sei riuscita ad arrivare fino alla porta. Hai esitato un po’, forse aspettando che io ti dicessi qualcosa, dandomi un’ultima possibilità di fermarti. Ma, invece di liberare le mie pseudo-conversazioni soffocate per una vita intera, sono rimasto in silenzio. E ti ho visto scivolare via tra le porte scorrevoli.Solo dopo alcune fermate mi sono reso conto che te ne eri andata davvero. Ho aspettato che tu risalissi in metro, per sederti accanto a me e appoggiare la testa sulla mia spalla. Senza dire nulla. Non era necessario.Quando il treno è tornato a Queensboro Plaza, mi sono sporto. Forse eri lì, in banchina, ancora in attesa.Forse ti avrei visto, sorridente e radiosa, con i lunghi capelli grigi agitati dal vento del treno in arrivo.
Invece no. Eri andata via. E allora ho capito che molto probabilmente non ti avrei più rivista. E ho pensato a quanto è incredibile poter conoscere qualcuno per sessant’anni e malgrado ciò non conoscere per niente quella persona.Sono rimasto a bordo finché non sono arrivato a Union Square. Sono sceso e ho preso la linea L.Traduzione di Anna Bissanti
"Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna parte. Per questo viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori. E' inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di sé"
Pablo Neruda
martedì 17 settembre 2013
Lasciando in bocca un retrogusto di amara tristezza.....
venerdì 30 agosto 2013
Lasciate ogni speranza .... o almeno una foto....
domenica 18 agosto 2013
La "vuotitudine" in una notte di mezza luna....
Quella che poi alla fine litighi per forza, perchè stai discutendo con te stesso e non vuoi vedere quello che, evidentemente, l'altro tira fuori.
sabato 4 maggio 2013
Innamoratevi così....
"Innamoratevi
della persona, non del mito che da soli vi siete creati. Innamoratevi
dei gesti, della presenza, delle manifestazioni d'amore, non di ciò che
il vostro desiderio vorrebbe. Innamoratevi di qualcuno che esiste per
davvero, anche al di fuori della vostra mente rapita. Innamoratevi così."
(Serena Santorelli)
lunedì 29 aprile 2013
Criminal Minds....non solo fantasia cinematografica purtroppo....!!!
Mi appassiona tantissimo Criminal Minds e adoro tutto ciò che riguarda il "profiling", incluso Shemar Moore (in arte Derek Morgan) che è decisamente un gran bel vedere in mezzo a tutti quei morti ammazzati....
....ma poi mi trovo a barricarmi dentro casa con tutte le luci accese e resto sveglia la notte a pensare....
Penso che certe cose non sono frutto della fantasia di registi cinematografici ma cronaca vera.
Sto leggendo un libro sui serial killer, scritto da un giornalista e da un criminologo, e posso confermare che Criminal Minds è solo la trasposizione cinematografica di una crudele realtà.
I serial killer esistono davvero.
I pazzi scriteriati, traumatizzati da piccoli e con un patrimonio genetico da studiare al microscopio per trovare un antidoto, esistono davvero, e sono spesso persone normali, che vivono dietro casa nostra, che frequentano i supermercati, i parchi, le chiese, gli uffici....il postino, il lattaio...gente NORMALE o almeno considerata come tale.
Poi mi dico che esagero, che certo non sarà un profilo facebook o una bolletta della luce a farmi perseguitare da un serial killer e poi magari accendo la tv o ascolto la radio e tutto diventa reale: ex fidanzati che stuprano e uccidono le donne che li hanno mollati, ex mariti che assoldano criminali per buttare acido in faccia alle proprie ex, madri che assassinano le figliolette e poi si tolgono la vita, figli che murano il cadavere del padre dentro casa, attentatori che lasciano bombe agli angoli delle strade...
Io stessa sono stata pedinata da uno sconosciuto, una sera mentre rientravo a casa e successivamente ho subito stalking da un mio ex che dichiarava di amarmi follemente....esatto....follemente....
Dunque mi chiedo quanto la realtà superi la fantasia, e quanto la malattia possa dare origine ad una follia tale da trasformare un essere umano in una macchina da guerra, senza pietà, senza cuore, senza scrupoli...
Premetto che non smetterò comunque di guardare Criminal Minds, nè smetterò di leggere i libri sui serial killer e sul profiling perchè, per quanto siano sconvolgenti, e spesso mi facciano trascorrere la notte in bianco, in un certo senso è grazie a questa mia passione che mi sono salvata sia dal pedinatore serale (o seriale) che dallo stalker sentimentale.
Proprio per questo ne consiglio la visione a tutte le donne. Non per alimentare le ansie o il panico o le fobie, ma solo per diventare più consapevoli, più attente, più brave ad interpretare e proteggersi da un mondo che spesso, purtroppo, si rivela più crudele e più pericoloso di qualsiasi fantasia hollywoodiana....
lunedì 15 aprile 2013
Riflessioni del Lunedì....
"......siamo liberi pensatori e liberi esseri spirituali in un corpo umano utilizzato per sperimentare questa vita terrena, non ci servono le zavorre che ci impediscono di volare alto, darci un valore e dirci che - nonostante tutto - ci amiamo e ci accettiamo per ciò che siamo....questo mondo moderno, fasullo e pieno di contraddizioni, non fa altro che appesantirci di doveri, di obblighi di sensi di colpa e tutti rivolti all'esterno, lo fanno in nome del denaro, dell'onestà e tirando in ballo valori che nulla hanno a che fare con quelli che sono i veri valori dell'essere umano: il rispetto di sè e la crescita spirituale.
non si vive di solo pane, diceva un capellone famoso ;) e aggiungo non si vive nemmeno di solo denaro, lavoro, fatica e doveri sociali. siamo molto più di quanto noi stessi vogliamo credere e dobbiamo vedere noi stessi avvolti da questa luce del potere divino che è dentro e fuori di noi e ricordarci che, se saremo fedeli a noi stessi, il mondo - TUTTO IL MONDO - ci sorriderà, mettendoci davanti solo ciò che è meglio per noi...."
Robidò - piccolo principe in costante ricerca, studente del karma in costante evoluzione, libero pensatore
sabato 8 dicembre 2012
Vi rivelo la mia identità: Sì lo confesso, sono un'idealista!!!
giovedì 5 luglio 2012
il mio cuore si infrange sulle scogliere del pregiudizio, del moralismo e della mediocrità....
ogni volta che qualcuno guarda verso un altro individuo e, senza conoscerlo, scaglia giudizi sommari pesanti come sassi. osserviamo gli altri e abbiamo la verità in tasca, crediamo di sapere tutto perchè misuriamo tutto con il nostro metro di giudizio e pensiamo che "proteggere" una persona significhi sigillarla in casa, chiudere le finestre, impedirle di esprimersi secondo la sua natura, solo perchè per noi "è giusto così, per il suo bene"....ma come possiamo noi sapere quale sia il bene dell'altro?
conosco madri che iscrivono a scuola figli piccolissimi ancora bisognosi di sentirsi avvolti da quel "mantello protettivo" piuttosto che tenerli con sé e raccontargli fiabe di mondi fantastici, conosco uomini che etichettano le proprie donne con un marchio e le tengono in ordine come si fa con le scarpe o con i libri, conosco donne che dimenticano di insegnare a sé stesse la fantasia per paura di venirne catturate e scoprire che ci sono mondi incredibili se solo riuscissimo a guardarli con occhi diversi...
sono stanca...stanca delle etichette, stanca dei giochini, stanca dei pregiudizi sociali, stanca di ascoltare cose nelle quali io per prima non credo, stanca delle scuse perchè le persone hanno paura della verità.vorrei chiudere il mondo fuori per un istante, dire a tutti BASTA!
ma è possibile che non vi rendiate conto di essere schiavi di un sistema mediocre che vi appunta una stella sul petto e vi dice: "difendi il MIO territorio", e voi pur di venire riconosciuti come elementi validi e socialmente utili vi fate forti di quella stella di latta e usate un potere fasullo e arrogante contro i vostri stessi simili per difendere un territorio che non vi appartiene, che non sarà mai vostro e per servire un padrone che otterrà da voi ciò che vuole e poi vi getterà via come inutile spazzatura??
lasciatemi in pace, con i vostri sorrisi finti, le vostre falsità, la vostra ipocrisia, lasciatemi in pace con le vostre scuse, le vostre giustificazioni, i vostri desideri inespressi, le vostre paure che diventano costrizione per chi vi sta intorno, le vostre dannatissime etichette che volete incollare dappertutto, anche e soprattutto sulle persone...
perchè non ci fermiamo un attimo tutti quanti a guardare la luna, con la sua semplicità, con la sua luce, con il suo candore, e la smettiamo con tutte queste sovrastrutture inutili, con tutti questi sorrisi di circostanza....
dite alle persone che le amate e siate più sinceri con voi stessi prima di tutto....raccogliete i vostri pezzi, rimetteteli insieme e costruitevi un sorriso che sia prima di tutto fatto con gli occhi e con il cuore e iniziate a fidarvi del mondo che vi circonda, perchè non è abitato solo da lupi il cui solo scopo è quello di sbranarvi e impossessarsi di tutti i vostri stupidi e inutili beni materiali....
martedì 12 giugno 2012
Lasciare andare o non lasciare andare?...questo è il problema
mercoledì 16 maggio 2012
Morire è un po' dormire...
giovedì 19 gennaio 2012
Sono un’entusiasta!
Si lo confesso, sono un'entusiasta!!! mi entusiasmo della vita, delle persone, delle cose, di tutto quello che mi emoziona e io mi emoziono per tutto, anche per una pubblicità, una canzone, un tramonto, una fantastica luna....
Questo accade perché penso che il mondo sia perfetto nella sua imperfezione e che in ogni persona ci sia qualcosa di meraviglioso e che tutti gli esseri umani siano dotati di umanità, e che quando non riescono a dimostrarla è solo perché hanno dei limiti comportamentali dati da una sofferenza profonda e non semplicemente dal fatto che sono degli stronzi calzati e vestiti...questo vale per uomini e donne ovviamente....
“Sei un’entusiasta!” … me lo hanno detto uomini e donne.
Il fatto è che io non pretendo che il mio modo di essere sia una regola per gli altri, sono molto umile e so di essere una persona tanto disturbata quanto impossibile....però vi prego, smettiamola di razionalizzare tutto e lasciamoci percorrere dalle emozioni, lasciamoci vivere dalle emozioni, emozioniamoci cazzo !!!
La vita è un soffio....e basta davvero poco per dimostrare ad una persona che è importante....e quando saremo sotto un metro e mezzo di terra, perché è lì che finiremo tutti, sarà già troppo tardi.....
martedì 6 dicembre 2011
IMPARATE A RELAZIONARVI OPPURE STATE ZITTI!
Per farci sentire inadeguate, incomprese, fragili, addirittura ciniche e prive di emozioni…..Bastano 4 parole ben assestate, del maschio di turno, e BAM!!! Eccolo lì lo stato d’animo di inadeguatezza ed eccoci qui: piccole, in un angolo, quasi pronte a chiedere ancora una volta scusa…
Ma io dico : NO GRAZIE!!! Ma come vi permettete!!??
Con quale coraggio potete ragionare in termini di colpe e responsabilità?
Le relazioni iniziano per un motivo e finiscono per una serie di motivi, e sicuramente le responsabilità vanno equamente divise a metà.
Certo ognuno ha il suo modo di metabolizzare la cosa. E se lui è sensibile ed emotivamente fragile e noi siamo ciniche e razionali, questo non deve farci sentire in alcun modo inadeguate o insensibili, anzi….
Le persone sono diverse e le persone crescono, e in entrambi i casi ci si dovrebbe sempre mettere in discussione, partendo prima da sé stessi ma non dimenticando le proprie ragioni e le proprie motivazioni.
Ed eccoli qui i maschi sensibili, sempre pronti a puntare il dito e dire: tu sei cinica, riesci a razionalizzare le emozioni, a tagliare il filo, zac, senza ripensamenti, senza doverci ragionare troppo.
La risposta è SI.
Quando chiudo una relazione per me la relazione è chiusa. Punto e a capo.
Non mi ci vogliono anni per metabolizzare, non mi ci vogliono eternità per capire dove ho sbagliato e perché. Non mi ci vuole un era glaciale per rendermi conto di quello che voglio e che non voglio nella mia vita. Le cose che non funzionano, semplicemente non funzionano. Invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia e nemmeno la relazione.
Quindi francamente ne ho le scatole piene di sentirmi dire che sono cinica. Perché sarà certamente vero e sarà anche vero che sono razionale e che per me è tutta una questione di : far quadrare le cose.
Ma è pure vero che quando ho bisogno di un abbraccio, voi non siete qui pronti a darmelo, quando ho bisogno di conforto, voi non siete qui pronti ad ascoltare e confortare, quando ho bisogno di un consiglio e di una scrollata voi non siete qui a dirmi cosa è giusto o sbagliato…. VOI NON CI SIETE!
Ci sono io. Sempre e comunque. Per me stessa. Forte, invincibile, determinata e capace di andare avanti senza voltarmi indietro. Quindi per piacere, risparmiatemi la paternale !!
Queste siamo noi donne, quelle che trasportano i pesi della vita, del lavoro, delle relazioni, e che hanno imparato ad autoconsolarsi perché nessuno è stato così forte da resistere nel tempo al nostro fianco. Nessuno è stato capace di lottare per noi e di lottare per un amore pronunciato ma evidentemente dichiarato a voce troppo bassa per essere credibile…
E voglio aggiungere un’altra cosa che ritengo importante.
IMPARATE A RELAZIONARVI! Imparate a condividere le vostre emozioni! Non è un plotone di esecuzione, cazzarola!!! E’ una persona quella che avete davanti, una persona in grado di ascoltare, capire e magari dispensare consigli. Quindi smettiamola per cortesia di fare le vittime e iniziamo ad agire, l’amore si FA non si dice, non si chiede, non si elemosina. L’amore FA e l’amore si FA…tutto il resto sono solo seghe mentali e giustificazioni!
domenica 4 dicembre 2011
Uomini innocenti...
Quelle verso cui dovremmo puntare il dito siamo noi. Siamo noi che gli permettiamo di farlo, siamo noi che permettiamo a lui di farci sentire inadeguate, poco importanti.
Gli permettiamo di renderci schiave di un pensiero, gli permettiamo di insinuare il dubbio dentro di noi e di farci dubitare di noi stesse, della nostra bellezza, della nostra semplicità, della nostra essenza. Gli permettiamo di spezzarci il cuore e passarci sopra con le scarpe chiodate.
Lo dico a tutte le donne : è ora di smetterla!
Basta.
Quando ci decideremo a scrollare le spalle e dire “ma si, ….chi se ne fotte!” ?
Quando impareremo a guardarci allo specchio, sorriderci e dirci che siamo belle e che lui non merita tanta considerazione ?
Perché una persona che ha avuto la fortuna di incontrarci e poterci camminare accanto e che ha scelto invece di voltarsi dall’altra parte adducendo scuse banali e girando invece la frittata accusando noi di tutti i suoi problemi, di tutti i fastidi, di tutte le sensazioni negative non merita tanta considerazione.
Una persona che non ha mai saputo dirci quanto siamo belle, una persona che, anaffettiva e autoreferenziale, si ricorda di noi solo quando non ha altro da fare ed è sfuggente e mai diretta. Una persona che non ci abbraccia mai, non esprime mai un pensiero positivo, non ci fa mai sentire importanti per lui.
Una persona così non merita né la nostra attenzione, né i nostri pensieri, e tantomeno merita di essere tenuto in così alta considerazione, talmente alta da farci arrabbiare, da farci venire il malumore, da farci aspettare per ore, da farci provare emozioni che non sono tipiche della nostra realtà, del nostro modo di essere.
Una persona così, che può cambiare l’emotività della nostra giornata in negativo, merita solo di essere ignorata.
Almeno fino a quando non si renderà conto di quello che sta perdendo, se mai questo dovesse miracolosamente succedere…
domenica 27 novembre 2011
In amore vince chi ha le palle.....di restare
Non perchè le donne corteggiano anziché farsi corteggiare, ma semplicemente perchè sono cambiati i tempi, le tempistiche e le esigenze.
Al giorno d'oggi gli uomini possono essere il sesso debole senza sentirsi privati della virilità, e le donne possono affermarsi senza sentirsi paragonate per forza a dei camionisti.
Siamo troppo incastrate nella favoletta di Cenerentola e in tutte quelle storielle che ci raccontavano per farci credere di essere delle poverette in attesa di un uomo pronto a salvarci.
La verità è che nessuno deve salvare nessuno, ma che ognuno debba salvare sè stesso.
L'amore è un'altra cosa. L'amore è l'incontro tra 2 adulti "risolti" che decidono di condividere ognuno il contenuto del proprio zainetto di esperienze e di fallimenti, punto e basta.
Cosa penso io? Io penso che in amore vinca chi è sè stesso e non se ne vergogna.
Basta organizzare strategie, basta messaggi confusi, basta tirare la corda o fargliela annusare e poi non fargliela vedere (vale per entrambi) in amore vince chi ha abbastanza palle per restare e dire la verità a qualunque costo.....
Ora ve lo racconto io il principe azzurro
Certamente è vero che il romanticismo si è un po’ arrugginito, ma forse noi donne, soprattutto quelle della mia fascia di età, siamo ancora troppo legate a certe manifestazioni di “affetto” che erano proprie dei nostri nonni e dei nostri padri.
Il prode condottiero che in sella al suo cavallo bianco conquisterà la donzella e la porterà via con sé……Presto un secchio!! …mi viene il vomito!!!
Non perché io non sia romantica, ma perché queste cose non sono REALI. (non reali nel senso del Principe Azzurro, ma reali nel senso di VERITA’)…e diciamocelo il principe azzurro in sé ci ha un po’ rotto! Anche perché il mondo moderno è pieno di principi azzurri….ma noi non abbiamo mica capito niente….
Analizziamo la figura del principe azzurro:
Un tizio con la messa in piega, vestito con i famosissimi leggins azzurri, gli stivaletti perlescenti con tacco, spada luminosa al fianco, piuma sull’occhio…e se guardiamo bene anche il kajal…eccolo arrivare in sella ad un bianco destriero, tutto tirato a lucido.
Scende da cavallo solo quando entra nel castello attraverso il ponte levatoio, lascia il cavallo in mano al prode servitore, entra nella regale sala da pranzo, si siede a tavola (manco si lava le mani) e qualcuno subito gli serve il pranzo (qualcuno che era ai fornelli tutto il giorno), si mangia tutto quello che trova, si alza dal tavolo e si reca nelle regali stanze da letto, sviene sul letto per circa 4 ore, poi si alza, va a prendere il suo regale destriero e viene a trovare voi, regale principessa in attesa e rigorosamente a dieta, vi porta una margherita, suona il liuto per voi, vi sviolina 2 o 3 cazzate solo per sentirsi “il più figo del reame” e poi se ne torna al castello tutto soddisfatto….e voi lì con gli occhi sognanti a cantare “vorrei, vorrei….” E specchiarvi in un pozzo….mentre pulite pavimenti, riordinate stanze e cucite sotto le stelle….
Vi ricorda qualcosa??? Quanti ne conoscete di “tizi azzurri” di questo tipo??? Andiamo….sono quelli che vivono ancora con mamma e papà (il Re e la Regina) e non hanno ancora imparato a lavarsi i calzini da soli….figuriamoci tutto il resto!!!
Ora ve lo racconto io il principe azzurro:
Un tizio realizzato, felice del suo lavoro, con poco tempo libero perché IMPEGNATO, uno che vi telefona o vi manda un sms per raccontarvi cose reali, quelle che gli sono accadute sul serio durante la sua giornata. Uno che crea un contatto umano e intellettuale con voi, uno che non ha tempo né per raccogliere margherite, né per suonare il liuto, uno che non ha tempo nemmeno per inventarsi 4 cazzate da pronunciare in punta di lingua perché lui è diretto, onesto, sincero.
Uno che ottimizza il tempo e che ha piacere di trascorrere con voi una serata rilassante davanti alla TV oppure vi porta a fare una passeggiata, chiacchiera piacevolmente di quello che gli piace e non gli piace, uno che non frappone fra lui e voi inutili seghe mentali sul “per sempre felici e contenti” ma semplicemente uno che vive la vita, giorno per giorno, emozionandosi, ed emozionandovi.
Uno che sa come baciarvi, toccarvi e abbracciarvi. Uno con cui il “vorrei” potrebbe diventare un “potrei” e non c’è bisogno di specchiarsi in un pozzo e cinguettare allegramente, quello è un UOMO, vero in carne ed ossa.






































